fumigazione-colombia-glifosatoIl Governo colombiano riprenderà l’uso del glifosato, l’erbicida al centro dell’attenzione mondiale per la sua possibile cancerogenicità, nelle operazioni di eradicazione delle coltivazioni di coca nel paese. L’uso del glifosato era stato sospeso l’anno scorso a seguito della pubblicazione da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS di un rapporto che indicava i suoi effetti potenzialmente cancerogeni.

Sin dal 1994 il glifosato è stato utilizzato per campagne molto aggressive di fumigazione aerea dei campi di coca colombiani, causando danni all’ecosistema e altre conseguenze come la distruzione anche delle colture lecite, danni alla fertilità del suolo e una serie di problemi di salute della popolazione, come malattie della pelle, aborti spontanei e problemi respiratori. Va segnalato su questo un vecchio rapporto del Transnational Institute di Amsterdam “Fumigation and Conflict in Colombia” pubblicato nel 2001. In seguito al Plan Colombia, voluto fortemente dagli USA, la fumigazione è diventata infatti presto il principale mezzo di lotta alla coltivazione di piante illegali: tra il 1996 ed il 2012 oltre 1,6 milioni di ettari di coca sono stati irrorati con glifosato, secondo il Washington Office on Latin America (WOLA). Nonostante questo lo stesso governo colombiano ha ammesso che le fumigazioni con glifosato hanno portato solo una diminuzione del 15-20 per cento di coca rispetto ad ogni ettaro spruzzato, rivelandosi quindi un metodo non particolarmente efficace. La stessa diminuzione della produzione di coca degli anni a cavallo dell’ultima decade, gli ettari coltivati a coca erano passati da 168.000 nel 2007 a 78.000 nel 2012, non può essere messa in conto al successo degli interventi con erbicidi che sono diminuiti di pari passo dal 2007. Peraltro l’aumento della produzione registrato negli ultimi anni, stimato dall’UNDCP in un raddoppio tra il 2012 e il 2015 della superficie coltivata, è avvenuto a fumigazioni aeree in corso.

Il Ministro della Difesa colombiano, Luis Carlos Villega, ha dichiarato però al Guardian che non si effettueranno più fumigazioni aeree indiscriminate ma che l’erbicida sarà applicato manualmente. Il che implica oltre che ulteriori costi anche ulteriori incognite, dovendo prevedere la scorta armata in un territorio in mano ai cartelli e quindi molto pericoloso. Secondo Pedro José Arenas Garcia (WOLA) questa ripresa dell’utilizzo del glifosato è miope anche perchè oltre ad essere evidente non essere efficace, essa “non riesce ad affrontare la situazione economica degli agricoltori locali, eliminando di fatto il loro sostentamento senza prima offrire una valida alternativa.” Senza dimenticare come sia contraddittoria una politica interna fatta di ripresa di vecchie pratiche nate con la war on drugs ed il Plan Colombia rispetto ad una richiesta di riforma delle politiche sulle droghe posta in prima persona dal Presidente colombiano Juan Manuel Santos all’ultima Assemblea Generale sulle Droghe a New York (UNGASS).

Fonte: talkingdrugs.org