hassan-bassiIl Parlamento della regione autonoma della Catalogna ha sospeso le sue attività per la pausa estiva con 11 progetti di legge, 30 proposte di legge e cinque le iniziative legislative popolari in corso. Fra progetti di modifica delle norme fiscali e nuove norme sul conflitto di interessi dei deputati la proposta più interessante per noi è certamente quella relativa alla legalizzazione e regolamentazione dei cannabis social club: “La Rosa Verda”.

Oggi solo a Barcellona sono ufficialmente attivi più di 100 cannabis social club che permettono ai propri soci di consumare cannabis. La loro natura giuridica è però ancora legata ad una interpretazione del codice penale spagnolo che punisce il traffico di droga come reato contro la Salute Pubblica e definisce il delitto di favoreggiamento del consumo, ma non punisce il consumo anche di gruppo; ed effettivamente un club di fumatori non può essere tacciato di promozione e attentato alla salute pubblica. I clubs permettono agli associati di consumare cannabis all’interno dei propri locali e se hanno tutte le carte in regola sono perfettamente legali, ma non sono riconosciuti come una realtà specifica. I problemi sorgono infatti quando, nelle pieghe di una norma non chiara proliferano club che invece hanno finalità diverse da quelle di rispondere alle esigenze dei propri soci fumatori. Soltanto negli ultimi 2 anni a Barcellona sono stati chiusi una cinquantina di clubs che pubblicizzavano le proprie attività ai turisti lungo le famose Ramblas, contravvenendo alla legge e alle finalità senza scopo di lucro che dovrebbero caratterizzare le associazioni di consumatori.

La proposta di legge d’iniziativa popolare “La Rosa Verde” propone di regolamentare i cannabis social club nella Catalogna in modo da difendere i diritti dei soci consumatori di cannabis in un’ottica di tutela della salute e della sicurezza della comunità catalana. Promuovere informazione e attività di prevenzione del consumo problematico, controllo sulla qualità della materia prima e  garanzia per i soci di analisi periodiche che escludano l’utilizzo di pesticidi dannosi nelle coltivazioni, sono alcuni dei punti della proposta. Il Parlamento Catalano ha riconosciuto l’importanza della proposta di legge e inviato la proposta alle Commissioni competenti. Si è già acceso un interessante dibattito fra i partiti della regione autonoma e il percorso della legge sembra destinato comunque a segnare un punto a favore di una regolamentazione in appoggio ai consumatori, che possa garantire ai clubs ed ai loro soci la tranquillità di operare in un quadro completamente legalizzato.

“La Rosa Verde” ha raccolto più di 67.000 firme per i cannabis social club fra i cittadini della Catalogna, in Italia la campagna di raccolta firme a sostegno per la proposta di legge d’iniziativa popolare per regolamentare la cannabis e i suoi derivati “Legalizziamo” viaggia a gonfie vele e le file ai banchetti sono il segno di come l’opinione pubblica sia a favore di una regolamentazione che tolga ossigeno alle mafie e garantisca il diritto alla sicurezza e alla salute dei consumatori di cannabis nel rispetto della Legge. Un’ulteriore voce collettiva che si unisce a quelle dei deputati e senatori sottoscrittori della proposta di legge in discussione nel Parlamento Italiano, altrettanto pregevole, aspettiamo la riapertura dei lavori a Barcellona come a Roma.

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