Oggi grande successo in Spagna per la mobilitazione su twitter lanciata con l’hashtag da UCANN (Union por la regulacion del cannabis) contro gli effetti sui consumatori e autopoduttori di cannabis della legge cosiddetta “mordaza”, ossia la Ley Orgánica de protección de la seguridad ciudadana.

La legge, che fu accolta con grandi polemiche in Spagna alla sua approvazione nel 2015, si accanisce anche contro i consumatori/coltivatori di marijuana perchè da un lato ha inasprito fortemente le multe per la detenzione ed il consumo in  pubblico dei derivati della cannabis e dall’altro ha introdotto la fattispecie sanzionabile dell’autocoltivazione “visibile a terzi”. Ovvero, anche se una coltivazione non é sanzionabile per via penale, perché rientra nell’ambito dell’uso personale, il coltivatore può essere sanzionato con multe salatissime nel caso che la coltivazione sia visibile a terzi (come nel caso delle piante in terrazza o nell’orto).

Si tratta non solo di sanzioni molto pesanti (da 600 a 10.000 euro), ma soprattutto di uno strumento di repressione molto forte visto che secondo un’inchiesta pubblicata su Publico.es solo nel corso del 2016 in spagna per detenzione di stupefacenti sono state comminate 126.115 multe, ovvero 346 al giorno, per un importo complessivo nei 18 mesi di entrata in vigore analizzati di ben 93.043.261 euro. Da notare come le sanzioni, in caso di recidiva, aumentino passando ad una forbice che va dai 10.401 ai 20.200 euro. Cifre spropositate che si commentano da sole.

Fuoriluogo.it aderisce oggi alla campagna di UCANN e continuerà a seguire con attenzione le vicende spagnole.