Continuano i problemi di approvigionamento dei preparati a base di cannabis terapeutica in Italia, di cui avevamo parlato nella rubrica di Fuoriluogo di qualche settimana fa su il Manifesto.

A denunciarlo è un gruppo di pazienti, che si sono uniti per lanciare una petizione su Change.org che al momento ha raccolto oltre 3400 adesioni.

“Siamo un gruppo di malati con differenti patologie, accumunati dal trattamento con cannabis ad uso medico. Esasperati dalle molteplici situazioni che stanno aggravando la nostra condizione di pazienti e persone, richiediamo garanzie di continuità nei trattamenti a base di cannabis terapeutica, un’estensione della lista delle patologie che possono avere accesso alla terapia, in modo uniforme sul territorio e l’erogazione da parte del SSN della stessa.”

Così inizia il testo dell’appello che declina le molteplici difficoltà che affrontano oggi i malati italiani per accedere ai farmaci che gli vengono prescritti.

Oltre al costo dei medicinali e delle difficoltà a trovare medici aperti a questa opzione di cura poco diffusa tra i medici della sanità pubblica, nelle ultime settimane sono sorti problemi dovuti da un lato alla scarsa produzione dell’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze (per ora limitata all’infiorescenza FM2), dall’altro da forti difficoltà nell’importazione dall’estero dei farmaci (in particolare Bedrocan, Bediol, Bedrolite e Bedica dall’Olanda)

“Attendiamo per giorni prodotti che non vengono dispensati con tempistiche adeguate, senza supporto alcuno, con la conseguente interruzione della terapia anche per periodi medio-lunghi; una terapia che, invece, ci permette di condurre vite pressoché normali e dignitose e dovrebbe essere fatta con precisa puntualità e continuità.”

A questo si aggiunge che molte farmacie non vendono più le preparazioni a base di cannabinoidi, lasciando così scoperte intere zone e le differenti legislazioni regionali, che rendo complicato costruire un percorso terapeutico e burocratico realmente accessibile.

Ecco le richieste della petizione, a cui Fuoriluogo.it aderisce e vi invita a firmare (qui):

1. la cannabis ad uso medico sia dispensata secondo le stesse modalità di tutti gli altri farmaci prescrivibili e per i quali è prevista l’erogazione tramite SSN;

2. sia garantita la continuità terapeutica necessaria ad assicurarci la corretta somministrazione di tutti i prodotti, importati e non, con i tempi e le modalità adeguate, nel rispetto delle prescrizioni mediche fatte ad hoc in base alle diverse patologie di cui soffriamo;

3. sia integrato l’elenco delle patologie aventi diritto all’accesso alla terapia e alla sua erogazione tramite il SSN;

4. siano regolate le norme a livello regionale, così da non avere una disparità nelle possibilità di accesso alla cura in base alla regione di residenza;

5. sia assicurata l’importazione dei prodotti della Bedrocan a seconda delle necessità reali di noi pazienti e non venga a mancare la fornitura di quelli italiani da parte dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.