Il Ministro degli affari esteri e degli affari interni, Wilfred “Sedi” Elrington ha presentato lo scorso 18 agosto un emendamento all’attuale legislazione sulle droghe del Belize al fine di decriminalizzare il possesso di Marijuana. Il provvedimento rende detenibili fino a 10 grammi di cannabis, introduce anche sanzioni pecuniarie in particolari casi di detenzione all’interno di locali scolastici e decriminalizza l’uso di marijiana in piccole quantità in locali privati.

La proposta, che ora attende il voto della House of Representatives, ha avuto una lunga gestazione e si preannuncia trovare consenso bipartisan. E’ infatti opinione diffusa che l’attuale regime sanzionatorio non è equo, colpendo soprattutto i membri piiù poveri della società del paese caraibico. Elrington ha dichiarato che “questo è un piccolo passo verso il miglioramento di ciò che riteniamo un’ingiustizia perpetrata negli anni contro il nostro popolo”. Ora il dibattito passerà in commissione e poi in aula.

Levata di scudi invece dal mondo religioso con l’Associazione Nazionale Evangelica del Belize (NEAB) che ha annunciato come l’associazione e le 250 chiese più rappresentative del paese esprimono il loro disappunto rispetto alla mossa del governo, che considerano come il passo iniziale verso la legalizzazione. “Nel maggio del 2016 abbiamo presentato al Primo Ministro studi scientifici e relazioni da organismi accreditati come l’Harvard Medical School, The Lancet Journal e l’Università di Australia, che mostrano tutti i pericoli dell’uso della marijuana, danni al cervello ai più giovani e molti, molti pericoli sociali e personali causati dall’uso della marijuana” continua la dichiarazione della NEAB che a giugno scorso aveva appunto presentato un appello accompagnato da oltre “oltre 225 firme di pastori e leader nazionali” che chiedeva al governo di non andare in questa direzione. “Sembra che il nostro invito supportato con relazioni scientifiche sia stato ignorato” prende atto la NEAB che conclude con una classica “particolare preoccupazione per i bambini”.

Dall’altra parte, Clinton “Pulu” Lightburn, storica stella del basket locale, ora commentatore e sostenitore della legalizzazione della cannabis ha detto alla stampa: “la marijuana in tutto il mondo sarà legale entro i prossimi dieci anni, a meno che tu non sia un paese draconiano. I paesi che stanno ancora avendo marijuana illegale saranno paesi in cui non esistono diritti umani”.

[Fonte Amandala]