Il Governo liberale dell’Ontario ha presentato il quadro normativo entro il quale vorrebbe gestire la legalizzazione della cannabis voluta dal premier canadese Trudeau per il prossimo luglio. La proposta del governo federale prevede un ampio coinvolgimento nella definizione del sistema di regolazione delle province canadesi, che nei mesi scorsi hanno anche protestato per via dei tempi della riforma, ritenuti non adeguati.

L’Ontario è la prima delle province che ha presentato, con il Procuratore generale Yasir Naqvi, il Ministro delle Finanze Charles Sousa, e il Ministro della Salute Eric Hoskins, una ipotesi di regolamentazione che sarà introdotta entro la fine di quest’anno. Il percorso di approvazione definito dal governo provinciale intende coinvolgere da vicino i comuni, le comunità indigene e tutte le parti interessate per definire i dettagli del sistema di distribuzione e distribuzione della cannabis legale. Secondo un rapporto del 2015 del Centro per la tossicodipendenza e la salute mentale, in Ontario il 45% degli adulti hanno usato la marijuana almeno una volta nella vita, mentre circa il 15% ha usato cannabis nell’ultimo anno.

La vendita della cannabis nei negozi statali

La distribuzione e la vendita al dettaglio di cannabis ricreativa sarà affidata unicamente all’ente che attualmente regola e gestisce il mercato di Tabacco ed Alcol, il Liquor Control Board dell’Ontario (LCBO) che aprirà nuovi negozi dedicati esclusivamente alla vendita di cannabis, ed un servizio di vendite online. Entro il 2020 saranno aperti circa 150 negozi, di cui 80 entro il 1° luglio 2019, in tutte le zone della provincia. La loro collocazione sarà condivisa con le municipalità, onde evitare la vicinanza con luoghi considerati sensibili, come le Scuole. La vendita online sarà invece disponibile in tutta la provincia dal luglio 2018, ovvero in linea con le previsioni federali. Questo tipo di approccio garantirà per il governo dell’Ontario l’esistenza di un solo distributore al dettaglio legale della cannabis ricreativa, e la netta separazione di marijuana e alcol che non potranno essere venduti l’uno accanto all’altro. I dispensari di cannabis che operano oggi illegalmente nella provincia non sono e non potranno diventare quindi rivenditori legali.

Le decisioni relative al prezzo e alla tassazione saranno invece prese dopo che ulteriori dettagli saranno forniti dal governo federale. Le decisioni finali saranno prese tenendo conto degli obiettivi di scoraggiamento del consumo e di eliminazione del mercato illegale.

19 anni l’età minima per consumare cannabis ricreativa

Ci saranno differenze sostanziali rispetto alle norme sul possesso della cannabis previste dal disegno di legge federale. In particolare riguardo ai minorenni. I minori sotto i 19 anni in Ontario non potranno possedere o consumare cannabis ricreativa: questo – secondo il governo locale – permetterà alla polizia di confiscare la cannabis ai più giovani senza necessariamente metterli in contatto con il sistema giudiziario. L’approccio federale prevede infatti che i minori di 18 anni possano possedere al massimo 5gr di cannabis legalmente acquistata. Sono previsti percorsi di prevenzione e riduzione del danno per i giovani e le popolazioni vulnerabili al fine di promuovere “la consapevolezza dei danni alla salute connessi alla cannabis” e aiutare “le persone a prendere decisioni informate sul suo utilizzo“.

L’uso di cannabis vietato nei luogo pubblici

L’uso di cannabis ricreativa sarà vietato nei luoghi pubblici, nei luoghi di lavoro ed in auto, mentre sarà legale nelle abitazioni. Nei prossimi mesi vi sarà una consultazione con le Municipalità, l’Alcohol and Gaming Commission of Ontario ed altre organizzazioni interessate per esplorare la possibilità di individuare luoghi dove poter consumare la cannabis ricreativa, e le implicazioni derivanti.

Il sistema di regolamentazione ipotizzato dalle autorità dell’Ontario appare quindi piuttosto restrittivo, rispetto alla proposta federale, ma anche rispetto alle regolamentazioni legali della cannabis applicate nei confinanti stati USA. Sia dal punto di vista dei limiti alla domanda, che all’offerta di cannabis sottoposta di fatto a monopolio. Altre tre province del Canada – Quebec, New Brunswick e Prince Edward Island – sono indirizzate verso l’adozione di un monopolio gestito dal governo locale, anche se non hanno ancora formalizzato questo indirizzo. Di certo si tratta di un orientamento che tende a massimizzare il controllo pubblico sulla distribuzione della cannabis, chiudendo la porta all’industria privata della cannabis che guarda con attenzione agli sviluppi canadesi.