Cosa chiediamo

forumdroghe-solo-sfondoLa prossima Conferenza Nazionale Governativa sulle droghe si svolgerà agli inizi del 2016, pochi mesi prima dell’Assemblea Generale ONU (Ungass 2016) che nell’aprile dello stesso anno, a New York, sarà chiamata a discutere le politiche mondiali sulla droga, regolate dalle Convenzioni Internazionali.

La Conferenza in vista di UNGASS: priorità, temi, percorso

  • Definire la posizione dell’Italia a New York (UNGASS 2016): l’Italia si batta per: 1) un dibattito “ampio e onesto”, come auspicato da Ban Ki Moon, sulle politiche globali e le unwanted consequences delle politiche proibizioniste (in termini di milioni di consumatori e di autori di reati minori di droga incarcerati e criminalizzati);2) la ridefinizione degli obiettivi della politica sulla droga riequilibrando il sistema (oggi sbilanciato sulla repressione penale) verso la difesa della salute, passando “dalla eliminazione della produzione e circolazione di droghe”, a obiettivi più in linea con la mission generale ONU (difesa dei diritti umani, sviluppo sociale ed economico, salute pubblica); 3) la piena legittimità delle politiche di Riduzione del danno, superando le resistenze del passato; 4) il supporto alle sperimentazioni che stanno avvenendo nel mondo (dalle Drug Consumption Rooms, alla legalizzazione della cannabis in Uruguay e in alcuni stati degli USA) promuovendone la valutazione. 5) una discussione aperta sulle Convenzioni e sul loro ruolo, nonché su ipotesi di regolamentazione alternative alla proibizione.
  • Dare piena legittimità in Italia alla Riduzione del danno, adottando il modello europeo dei 4 pilastri (applicazione legge penale, prevenzione, trattamento, riduzione del danno)
  • Avviare il confronto su un nuova normativa penale organica, dopo gli interventi della Corte Costituzionale, verso la depenalizzazione/decriminalizzazione e nuove ipotesi di regolamentazione per la cannabis (vedi sopra).
  • Centrare sul ruolo della ricerca nella definizione delle politiche, valorizzando la ricerca indipendente condotta in questi anni dalle ONG (vedi la ricerca valutativa sulle politiche penale coi Libri Bianchi e il nuovo filone di studi sui “controlli” sul consumo).
  • Coinvolgere ampiamente le forze sociali, dalle associazioni di advocacy sulla politica delle droghe, sulla giustizia e sul carcere, sulle politiche sociali; alle reti di consumatori; alle reti di operatori pubblici e privati , comprese quelle di nuova costituzione come ITARDD (la rete di riduzione del danno); alle reti internazionali di ONG, come International Drug Policy Consortium, che possono aiutare a inquadrare le scelte politiche italiane nel contesto dei cambiamenti internazionali.