La guerra alla droga non paga. Perchè pagare la guerra alla droga?

Appuntamento a Torino il 29 marzo 2017 per una iniziativa promossa da Forum Droghe e La Società della Ragione.




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Filippine, liberiamo Leila de Lima

Marco Perduca scrive sull’arresto per droga della senatrice filippina Leila de Lima per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 15 marzo 2017.




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I coffeeshop coltiveranno legalmente

Massimiliano Sfregola scrive sulla legalizzazione del backdoor dei coffeshop olandesi per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto dell’8 marzo 2017.




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Lettera al Figlio (sulle droghe)

Dopo il tragico episodio di Lavagna ripubblichiamo la lettera al figlio di Marsha Rosenbaum contenuta nel quaderno di Fuoriluogo “Oltre la tolleranza zero”.




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News

NFL: maggiore tolleranza sulla cannabis?

Il sindacato dei giocatori di football americano che giocano nella National Football League (NFL) presenterà una proposta per una maggiore tollerenza nell’uso di cannabis, anche per diminuire il ricorso agli oppioidi




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Ad UNGASS 2019 mancano

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Focus su UNGASS 2016

Le Nazioni Unite hanno tenuto una sessione speciale sulle droghe dell’Assemblea Generale (UNGASS) dal 19 al 21 aprile 2016.

Originariamente, l’Assemblea Generale Onu sulle droghe avrebbe dovuto tenersi nel 2019, ma i presidenti della Colombia, del Guatemala e del Messico hanno richiesto un anticipo, data l’urgenza dei problemi sul piatto.

Negli ultimi anni infatti la guerra internazionale alla droga, anziché risolvere, ha inasprito le problematiche di salute pubblica, sono aumentate le carcerazioni, sono state alimentate la corruzione, la violenza e il mercato nero degli stupefacenti.

I governi di molti paesi hanno iniziato a richiedere un nuovo approccio e a riformare le politiche e le legislazioni nazionali, stimolando uno slancio senza precedenti verso il cambiamento.

C’è dunque bisogno di continuare un dibattito aperto sulla validità delle politiche mondiali e sulla attuale cornice legislativa, rappresentata dalle Convenzioni internazionali: un dibattito che includa non solo tutte le agenzie Onu e i governi, ma anche i ricercatori, la società civile e i soggetti direttamente coinvolti, dai consumatori di sostanze ai contadini coinvolti nella coltivazione su piccola scala di piante illegali per ragioni di sussistenza.

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