Il Ministro dell’Interno Ambrose Dery ha ribadito recentemente l’impegno del nuovo governo di assicurare, entro la fine di quest’anno, l’approvazione del progetto di legge denominato “Narcotics Control Commission Bill“. Il testo prevede di fatto un cambio di visione della politica sulle droghe con la sostituzione dell’attuale legislazione. Il provvedimento si propone di affrontare l’uso di droga come un “problema di salute pubblica” e non più penale. Attualmente tutti i reati di droga in Ghana, compreso l’acquisto e l’uso personale, sono puniti con una pena minima di cinque anni di reclusione.

Secondo la nuova legislazione, chi verrà trovato in possesso di una sostanza illegale per uso personale, affronterà solo delle ammende. Mentre rimane l’arresto per coloro che saranno imputati di spaccio e traffico. Una imputazione che comunque non sarà difficilissima da contestare, visto che si configura per chiunque si trovi in possesso di una quantità di droga superiore alla “dose giornaliera”. Il disegno di legge prevede anche la creazione di una “Commissione per il Controllo dei Narcotici”, con l’obiettivo di coordinare il trattamento e la riabilitazione dei tossicodipendenti.

Certamente resta il problema, storico, del numero limitato delle strutture di trattamento: la gran parte peraltro gestiti da privati o istituti religiosi. La riduzione del danno e i percorsi di riabilitazione richiedono ovviamente risorse, che vedremo se riusciranno ad essere trovate.

L’intera regione dell’Africa occidentale è oggi un importante hub di transito per i trafficanti di droga. Il cambiamento epocale di impostazione lanciato dal governo ghanese certifica come l’attuale approccio legislativo punitivo non abbia avuto successo.

Fonte: issafrica.org