Tom Marino, il Congressman nominato da Trump per l’ufficio nazionale anti-droga, ha ritirato martedì 17 la propria candidatura dopo che alcune testate nazionali avevano evidenziato il suo coinvolgimento nell’adozione di una legge che l’anno scorso aveva spogliato la DEA della sua arma più potente contro le grandi aziende farmaceutiche sospettate di aver orchestrato una vera e propria invasione di oppiodi legali in tutti gli Stati uniti.

Negli ultimi anni, negli USA, sono morte circa 200.000 persone (64.000 solo nel 2016) per overdose da oppiacei (legali e illegali), più di tre volte il numero di morti militari nella guerra del Vietnam. Gli Stati uniti hanno il 4 percento della popolazione mondiale ma quasi il 25 percento delle morti da overdose!

Contro le opposizioni della DEA e del Dipartimento di Giustizia, nella primavera del 2016 un gruppo di congressisti vicini ai maggiori distributori nazionali di farmaci riuscì a far adottare una legge che indeboliva la capacità di interdizione delle sostanze a base di oppio ritenute pericolose che l’Amministrazione aveva costruito negli anni per evitare la diversione di quelle sostanze in canali di distribuzine illecita. La vicenda era emersa da un’indagine condotta dal Washington Post e dal programma “60 Minuti” della CBSNews.

Secondo l’inchiesta giornalistica, Tom Marino sarebbe stato uno dei più attivi attori, se non il “principale sostenitore”, di quell’assalto alla DEA; la pubblicazione di quanto scoperto nel fine settimana scorso ha fatto sì che Marino si sia trovato costretto a ritirare la propria candidatura.

Tra gli elementi emersi vi sarebbe la scoperta del fatto che le case farmaceutiche abbiano lavorato dietro le quinte con i lobbisti e Congressisti chiave versando almeno 1,5 milioni di dollari ai 23 legislatori che hanno sponsorizzato o co-sponsorizzato quattro versioni del disegno di legge – tra cui quasi $100,000 a Marino e $177,000 a Orin Hatch, repubblicano anche lui. Tra il 2014 e il 2016, le case farmaceutiche avrebbero investito 102 milioni di dollari per “lobbare” il Congresso su vari disegni di legge e norme affini per allentare i controlli.

Il ruolo di Tom Marino, come principale sostenitore della legge che ha aggirato i poteri della DEA, sarebbe quindi il motivo per cui il Congressman della Pennsylvania avrebbe fatto un passo indietro. Marino conferma così la propria vicinanza a Trump, le sue “dimissioni” vogliono anche tutelare il Presidente da infiniti dibatti su conflitti d’interesse dei suoi prescelti.

Un altro patente stallo dell’Amministrazione Trump anche sulle droghe, che arriva in un momento in cui alla Casa Bianca sale la tensione con vari “ministri”.