Alcuni ricercatori statunitensi provenienti da diverse università (University of North Texas School of Public Health, University of Florida, e Emory University) hanno appena pubblicato sull’ultimo numero della rivista American Journal of Public Health uno studio con l’obiettivo di studiare l’eventuale associazione tra la legalizzazione della cannabis ad uso ricreativo e le morti connesse all’uso di oppioidi.

Melvin Livingston, Tracey Barnett, Chris Delcher e Alexander Wagenaar hanno esaminato la situazione in Colorado dal 2000 al 2015 per confrontare i cambiamenti rispetto alle morti mensili correlate all’uso di oppioidi prima e dopo che lo stato americano ha legalizzato la cannabis ricreativa. Il risultato, confrontato anche con gli stati vicini, è significativo: non solo la curva di aumento tendenziale di morti si è arrestata in Colorado, ma ha cominciato a diminuire.

A seguito della regolamentazione legale della vendita e dell’uso di cannabis in Colorado si è determinata infatti una riduzione di morti connesse all’uso di oppiacei pari a 0,7 morti al mese. Una diminuzione del 6,5%. Questi dati fanno concludere ai ricercatori che la legalizzazione della cannabis in Colorado possa essere associata alla riduzione a breve termine delle morti connesse all’uso e abuso di oppiodi. Questo in attesa che ulteriori dati provenienti dagli stati che hanno via via legalizzato la marijuana possano essere analizzati per confermare, o smentire, le conclusioni derivanti dall’analisi della situazione in Colorado. Altre ricerche in passato hanno associato alla legalizzazione, in particolare, dell’uso terapeutico della cannabis, una diminuzione delle prescrizioni (e quindi di spesa per farmaci), di ospedalizzazione e morti causate da oppioidi.