Ayahuasca: From the Amazon to the Global VillagePer secoli, le società indigene dell’Amazzonia hanno usato l’ayahuasca per accompagnare la salute fisica e psicologica degli individui e assicurare la sopravvivenza e il corretto funzionamento della comunità. Negli ultimi due decenni, l’ayahuasca si è espansa oltre i circoli nativi dell’Amazzonia. La globalizzazione ha facilitato lo scambio culturale tra tradizioni indigene e pratiche occidentali, che ha portato a un crescente interesse per l’uso rituale, religioso e terapeutico di questa sostanza.

Il suo utilizzo è generalmente percepito come positivo da parte di coloro che la consumano e i benefici attribuiti alla sostanza sono sostenuti da ricerche scientifiche accumulate negli ultimi dieci anni. Tuttavia, l’ampliamento dell’uso di ayahuasca non è stato senza sfide, incluse quelle derivanti dall’eccessiva commercializzazione nel contesto amazzonico, compreso il cosiddetto “turismo ayahuasquero”, o lo sfruttamento delle risorse naturali utilizzate per la loro preparazione. Inoltre, anche se questa bevanda amazzonica non è sotto controllo delle convenzioni internazionali nè vietato in molti paesi, negli ultimi anni abbiamo assistito a un elevato numero di arresti e persecuzioni giudiziarie in Europa, negli Stati Uniti e in America Latina per l’importazione e l’uso di ayahuasca. Questa situazione contraddittoria genera numerosi dubbi sul suo status giuridico e politico, che non è uniforme nei diversi paesi.

Questo briefing paper, elaborato congiuntamente da Constanza Sánchez e José Carlos Bouso di ICEERS Foundation e il Transational Institute, si concentra sulle sfide legate alla globalizzazione dell’uso di ayahuasca, soprattutto nella politica, nella sfera giuridica e in quella culturale, cercando di individuare le questioni relative alle sostanze psicoattive di origine vegetale nel quadro più ampio delle politiche sulle droghe e il dibattito sulla loro riforma che si sta svolgendo negli ultimi anni.

Punti chiave

  1. La repressione penale per chi usaayahuasca è ingiusta, illegittima e inutile e deve quindi finire.
  2. La tendenza a trattare l’ayahuasca come sostanza controllata è errata e richiede una revisione. Non può essere considerata tale per il semplice fatto di contenere una sostanza soggetta a controllo.
  3. Per equiparare una pratica culturale complessa, come l’uso dell’ayahuasca in contesti rituali, a un singolo elemento del tutto (il DMT contenuto nella bevanda) è estremamente riduttivo e disinformato.
  4. Promuovere la conoscenza scientifica dell’ayahuasca in particolare e delle piante psicoattive di uso tradizionale in generale, lungi dall’essere contro lo spirito con cui sono state elaborate le convenzioni ONU sulle droghe, potrebbe persino contribuire a proteggere il benessere e salute dell’umanità.

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