Hassan BassiNel giugno del 2016 nelle filippine il Presidente neo eletto Rodrigo Duterte lanciava la sua campagna di lotta alla droga, con l’obiettivo di liberare il paese dagli spacciatori in 90 giorni. Gli esiti della disastrosa operazione sono noti, una carneficina nel vero senso della parola di cui abbiamo dato più volte notizia, e che perdura fino ad oggi.

Malgrado gli appelli e le iniziative politiche internazionali il Presidente non ha mai smesso di sostenere l’azione brutale della polizia nella guerra alla droga e di sorvolare sulle responsabilità della sua politica nelle migliaia di esecuzioni extragiudiziali che stanno caratterizzando il suo mandato.

Solo un mese fa, dopo la visita del Presidente degli Stati Uniti, Duterte sembrava aver preso la decisione di interrompere la scia di sangue annunciando che l’obiettivo della guerra al narcotraffico si sarebbe spostato dalla caccia ai piccoli spacciatori di strada  e consumatori – che aveva causato tutte vittime innocenti spesso anche senza alcuna relazione con il mondo della droga – alla caccia ai grossi gruppi malavitosi. L’illusione è durata poco e due giorni fa Duerte ha ribadito la sua posizione iniziale ed il mandato alle forze dell’ordine di continuare nella sanguinosa guerra interna.

A contorno della folle mattanza erano state pubblicate alcune applicazioni per smartphone che, attraverso giochi interattivi, sostenevano le politiche assassine di Duterte. Le applicazioni erano facilmente reperibili sull’App Store di Apple ed erano evidenti strumenti di promozione dell’esecuzioni extragiudiziali ai danni degli utilizzatori di droghe. A segnalare per primo l’esistenza di queste app è stato l’Asian Network Of People Who Use Drugs (ANPUD), associazione di persone che usano sostanze in Asia.

Anpud, grazie ad un’azione di coinvolgimento ed informazione “da manuale”, è riuscita a diffondere la propria denuncia in tutto il mondo. La lettera in cui si chiedeva all’Amministratore Delegato di Apple, Tim Cook di rimuovere le app dall’Applestore ha raccolto la firma di 131 organizzazioni non governative da ogni parte del mondo (compresi Forum Droghe e Fuoriluogo), ed è stata non solo recapitata al destinatario ma pubblicata e rilanciata sul web e sulla stampa in numerosi paesi. Il CEO di Apple non ha risposto direttamente ad Anpud ma la maggior parte delle applicazioni sono state rimosse.

Una cronologia degli eventi è disponibile nel Case Study preparato da Anpud che trovate allegato a questo articolo.

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