L’uso di cannabis sembra proteggere dalla progressione della malattia epatica in soggetti che consumano frequentemente alcol, secondo i dati pubblicati online prima della stampa dalla rivista Liver International.

Un team internazionale di ricercatori provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada ha valutato la relazione tra l’uso di cannabis e l’incidenza di malattie del fegato in soggetti che consumavano regolarmente alcolici. Gli studiosi hanno riferito che: “fra i consumatori di alcolici, gli individui che usano anche cannabis hanno mostrato probabilità significativamente più basse di sviluppare steatosi alcolica (steatosi epatica), steatoepatite, cirrosi e carcinoma epatocellulare (il tipo più comune di cancro al fegato negli adulti). I nostri risultati – concludono i ricercatori – suggeriscono che l’uso di cannabis è associato a una ridotta incidenza di malattie del fegato negli alcolisti.

Precedenti studi – pubblicati online sulla rivista PLoS One – avevano già riportato che coloro che usano cannabis hanno meno probabilità di diagnosi di una steatosi epatica non alcolica (NAFLD) rispetto ai non utilizzatori. La steatosi epatica non alcolica è la forma più diffusa di malattia del fegato, che colpisce tra gli 80 e i 100 milioni di persone negli Stati Uniti.

Un team internazionale di ricercatori della Stanford University in California e del Seoul National University College of Medicine della Corea del Sud in questo caso aveva valutato l’associazione tra marijuana e NAFLD in un campione rappresentativo a livello nazionale di oltre 22.000 adulti. I ricercatori hanno riferito che l’uso di cannabis porta in modo indipendente ad un minor rischio di sospetta NAFLD, in modo dose-dipendente. “L’uso attivo di marijuana ha fornito un effetto protettivo contro la NAFLD indipendentemente dai noti fattori di rischio metabolici“, hanno affermato gli autori. I ricercatori concludono “che l’uso di marijuana può influenzare favorevolmente la patogenesi della NAFLD negli adulti statunitensi“.

I risultati sono simili a quelli di uno studio precedente pubblicato nella stessa rivista a maggio. In questo studio, gli autori avevano riferito che i consumatori abituali di cannabis avevano il 52% in meno di probabilità di essere diagnosticati con NAFLD rispetto ai non utilizzatori, mentre i consumatori occasionali avevano il 15% in meno di probabilità di soffrire della malattia. Altri dati pubblicati online all’inizio dell’ottobre 2017 sul Journal of Viral Hepatitis hanno anche concluso che l’uso giornaliero di cannabis è indipendentemente associato a una ridotta prevalenza di steatosi epatica in pazienti co-infetti da HIV ed epatite C.

[Fonte NORML]